Parrocchia
S.Giovanni Battista
Piazza Garibaldi 10 - 44047 Dosso (Fe)- 
Email : dosso.parrocchia@gmail.com
sabato 25 maggio 2019
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La Parrocchia
Non molto lontano da Cento, affiorava un dosso o rialzo su
cui si insediarono i primi abitanti e che ha dato il nome a questo
ridente paese (il più antico dei nuclei abitativi del territorio comunale di Sant'Agostino).
Il Dosso fu messo a coltura nel 1253. Nel 1263 il Vescovo di Bologna, Ottaviano Ubaldini, Signore di Cento, concesse ai
Centesi di abbattere il bosco detto Rametello o Ramedello e
di coltivarlo.
I primi ad abitare questi luoghi furono i Pievesi e i Centesi, coloni che qui si inoltrarono tra i canneti e i pioppi, per cacciare la
selvaggina o, su esili barche, per pescare.

Dosso nel 1800
Poi si diedero all'opera feconda dei campi, costruirono le stalle
per il loro bestiame ed infine si raccolsero i primi casoni, in via delle Vacche, nella località denominata Chiesa Vecchia.
In seguito sorsero le prime rustiche case intorno al tempio della fede.
L'origine della prima Chiesa, dedicata a S. Giovanni Battista, e l'epoca di fondazione restano avvolte nell'oscurità, anche se pare risalgano alla prima metà del 1500.
Questa incertezza è dovuta, oltre alle distruzioni provocate dal Reno, anche al fatto che non si teneva alcuna registrazione dell'amministrazione delle parrocchie in quei tempi, fino al
Concilio di Trento che durò diciotto anni, dal 1545 al 1563; ed anche al fatto che i libri battesimali più antichi furono portati
via dai francesi durante l'occupazione di fine 1700.
Si presume che la Chiesa sia sorta in Via delle Vacche, nel
luogo denominato Chiesa Vecchia, a circa un chilometro dall'attuale Chiesa Parrocchiale.
Di Dosso si hanno ben scarse notizie, sia nei primordi, che
durante le vicende della vita sociale.
Il suo nome appare pochissime volte.
Una Chiesa a Dosso, forse, esisteva anche prima del 1400, ma nessuna notizia ne da conferma.
Però il Padre Melloni indica essere stato Rettore, nel 1408,  un Don Battista De Regio. 
Infatti, in tale anno, erano sorte le parrocchie di
San Giovanni de Dosso, di S. Lorenzo de Corpore Rheni
e di S. Martino de Malacompra (oggi Buonacompra).
Altro non è dato desumere.
Ma molte carte di quei tempi parlano diffusamente d'un
vasto territorio, comprendente anche il Dosso, che fu
oggetto d'una lunga lite tra la nobile famiglia bolognese Guastavillani, il Comune di Bologna e l'Abate di Nonantola.
Gilino Guastavillani aveva ereditato dal padre Fino vaste possidenze e queste, da più generazioni, appartenevano
alla sua famiglia.
Tali possessi si estendevano tra il Coceno e il
Ferrarese e tra il Laino e il Reno.
Ma Gilino Guastavillani non solo si estese sul territorio della Valle Floriana, ma occupò anche il Bosco di Casumaro.
Nel 1380, si celebrava già il processo di tale proprietà. Nel 1400, l'Abate di Nonantola, Delfino Gozzadini,
fece riaprire la causa e i diritti di Gilino Guastavillani furono ridotti alla Motta Floriana.
La nobile famiglia Guastavillani di Bologna è poi
legata, per tanti secoli, alla dotazione beneficiaria
della Chiesa di Dosso.
È l'attuario vescovile, Lorenzo Cattani, che ne dà la prima notizia in questi termini: "Provarsi a rogito
del notaro Giacomo Grassi del 15 luglio 1448, che
questa Chiesa è di Giuspadronato dei Marchesi Guastavillani di Bologna”.
E tale diritto di Patronato fu sempre goduto, senza interruzione, da questa nobilissima Casa.
I Rettori e gli Arcipreti di Dosso furono, di continuo, nominati dai Guastavillani, (anche nel 1800).
Fino al 1586, la Chiesa del Dosso soggiacque al Plebanato di Santa Maria Maggiore di Pieve;
dal 1586 al 1600, la Chiesa fu sottoposta a
San Biagio di Cento e, intorno al 1600, fu data al plebanato dei SS. Vincenzo ed Anastasio, Pieve
esistente fin dalla metà del secolo X, situata
nel territorio di Galliera.
Sul principio del 1700, sorgeva l'attuale Chiesa,
dedicata a S. Giovanni Battista, posta in Via Imperiale, oggi Piazza Garibaldi.
Il territorio Parrocchiale ancora oggi conserva la sua fisionomia dei tempi passati; infatti si spinge, sulla
destra del Reno con una striscia di territorio compresa tra il fiume e le vie Bassa e Banca Reno, in provincia
di Bologna, arrivando fino in prossimità del Cantone; mentre, sulla sinistra del fiume, comprende tutto l'abitato, arrivando fino a Molino Albergati.
(Tratto da Dosso e la sua terra - Udilio Zappaterra )
By Stento Software 2008 Aggiornato : 01-05-2016
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